21 Aprile – Periferie del corpo e del sesso

NB: TUTTE LE CONFERENZE SI TERRANNO NELLA SEDE UNIVERSITARIA DI VIA ZAMBONI 38

Apertura
Ore 14 – Aula 6

Michela Fusaschi
Corporalmente (s)corretto: Il corpo come modello comunicante nella società
La modificazione “artificiale” del corpo umano è una pratica estesa tanto che la si potrebbe etichettare come fatto universale. La società fa sì che la corporeità corrisponda a modelli estetici che sempre più i singoli elaborano nel rapporto col proprio corpo. Ognuno di noi come protagonista sociale si serve del proprio corpo per vivere. Il gesto di plasmare e modificare il proprio corpo contribuisce alla formazione di condizioni grazie alle quali esso stesso si trasforma in elemento socialmente comunicabile.

Ore 15 – Aula 5

Marzio Barbagli
Presentazione del libro “Storia di Caterina – Che per ott’anni vestì abiti da uomo”
L’unica sicurezza che possiamo avere approcciandoci al tema dell’identità sessuale è che le categorie identitarie che appartengono ora al nostro sentire comune non erano presenti al tempo di Caterina Vizzani. Avrebbe la nostra protagonista sentito la necessità di definirsi nel suo rapporto con la propria identità sessuale? E se sì, come si sarebbe descritta? Il sociologo Marzio Barbagli affronta in maniera acuta ed attenta il caso di Caterina soffermandosi con sensibilità sulla dimensione storica della rete dei rapporti familiari e di genere. Il suo libro rappresenta una delle rare storie che tratta di omosessualità al femminile durante il periodo moderno nel centro Italia della prima metà del settecento.
Ore 17 – Aula 6

Ivo Quaranta
Corpo e dis-ordine sociale

L’obiettivo dell’intervento  è quello di discutere a quali livelli il corpo emerge come una dimensione ineludibile nell’analisi dei processi culturali.  Da un lato, problematizzare i processi di costruzione culturale del corpo ci può aiutare a comprendere come specifici valori e assetti sociali arrivino a vestire i panni della naturalità; dall’altro lato, individuare nel corpo il terreno esistenziale a partire dal quale produciamo cultura  illumina il ruolo del  soggetto nel rapportarsi criticamente ai processi della sua stessa plasmazione. Il corpo, in estrema sintesi, emerge come il terreno più prossimo per cogliere come le verità e le contraddizioni sociali vengono forgiate e al tempo stesse messe in discussione.

Ore 17 – Aula 3                                                                                                                           

Maximiliano Ulivieri
LoveAbility: il tabù del rapporto tra disabilità e sessualità
Quali sono i limiti della sessualità? Il sesso è un diritto? E se sì, come si fa a garantirlo? Queste sono solo alcune delle domande che ritornano nella vita, nel lavoro e nell’attivismo di Maximiliano Ulivieri, fondatore dell’associazione “LoveGiver”. Nel libro “LoveAbility” Ulivieri affronta il tema della sessualità come diritto della persona, diritto che ancora si tende ad oscurare e a non considerare come tale nel percorso di assistenza al disabile.
Ore 19 – Aula 6

Alessandra Gribaldo
Dentro la riproduzione: corpo e genere nella procreazione assistita
Nell’ultimo decennio il dibattito sulle modalità alternative di procreazione è diventato un tema caldo nella nostra società. Limiti, etica, rischi e benefici nel processo della fecondazione artificiale formano ancora una matassa di interrogativi che troppo spesso rischiano di scadere in cliché privi di fondamento. Con Alessandra Gribaldo cercheremo di compiere un’analisi culturale della procreazione assistita, tentando di comprendere come questa pratica faccia emergere una nuova idea di corpo che porta con sè un bagaglio di contraddittorietà, mettendo così in crisi il concetto tradizionale di nucleo parentale riproduttivo.
Ore 19 – Aula 5

Francesco Remotti
Là dove si diradano le somiglianze…
Francesco Remotti ci parlerà di quanto il concetto di  “Periferia” rimandi immediatamente per contrasto ad un centro, ovvero ad una zona più centrale di un’altra dove si addensano le somiglianze che si diradano nelle zone marginali e periferiche. Le periferie sono sempre periferie di un centro che stabilisce, ordina, amministra somiglianze e differenze. C’è insomma una politica delle somiglianze ed esse si addensano o si diradano in seguito al potere del centro, che oltretutto si configura quasi sempre anche come potere di attrazione. I campi sociali sono percorsi da linee di attrazione, che determinano la distribuzione delle somiglianze.
Ore 21 – Aula 3